Ancora sui rapporti tra FDA e case farmaceutiche

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Ancora sui rapporti tra FDA e case farmaceutiche

Messaggio  Dott. Claudio Cingolani il Ven Apr 18, 2008 11:51 am

Sempre dal sito www.mednat.org ho tratto questo articolo che in forma di intervista mette in luce i rapporti "segreti" tra la FDA le case farmaceutiche. La lettura mette i brividi, ma certe cose vanno dette, chi sta in silenzio e sa è complice di questa sistema assurdo che ci sta intorno.

"FDA collusa con case farmaceutiche - Il profitto al costo della salute"
Ma la frase dà anche il titolo (l'aggiunta finché morte non ci separi è nostra) al documentario "We'll take care of you" realizzato da Lattanzio Firmian e Alberto Baudo e premiato allo Swansea International Film Festival che si svolge nel Regno Unito per la categoria "Best Documentary".

Un filmato terribilmente inquietante per il suo essere estremamente veritiero, attraverso il quale Firmian, un neurologo che lavora in un importante ospedale newyorkese e Baudo, giornalista e produttore televisivo, hanno messo a nudo l'industria farmaceutica, l'FDA (Food and drug administration) ed il sistema sanitario statunitense.

L'indagine prende spunto dallo scandalo Vioxx, il farmaco contro i dolori reumatici che prima di essere ritirato dal mercato, tra il 1999 ed il 2004 ha ucciso 60mila persone per infarto. Come dice nel documentario David Graham, lo scienziato a capo della sperimentazione di nuovi farmaci per la FDA: "Una cifra paragonabile al numero dei morti causati dalla guerra in Viet Nam, ma nessuno protesta nelle piazze, oppure come se ogni settimana cadesse un Boeing per quattro anni e nessuno dice niente".

"Solo la punta di un iceberg" - ci spiega Baudo mentre ci racconta com'è nato "We'll take care of you". "Firmian - continua il giornalista - il mio socio nonché medico, un giorno mi ha raccontato di essere stato molto turbato dalla vicenda Vioxx e mi ha spiegato come il sistema sanitario americano presti il fianco ad operazioni corsare delle case farmaceutiche e di come l'FDA che dovrebbe controllare la bontà di un farmaco in realtà non assolve il suo compito proprio a causa di questo intreccio perverso con l'industria farmaceutica".

Il documentario inizia con una scena da far west, dove ci sono "Il buono, il brutto e il cattivo", ed i buoni non sono sicuramente identificabili con le case farmaceutiche e l'FDA, al contrario sono un pugno di coraggiosi, i cosiddetti whistleblowers, le talpe, le gole profonde che si sono ribellate al sistema.

"I nostri whistleblowers sono David Graham e Peter Rost, vice-presidente del settore Marketing della Pfizer, la più grande casa farmaceutica al mondo. Sono loro che ci hanno raccontato i retroscena che ci sono dietro la sperimentazione di un farmaco e la sua messa in commercio".

Come avete fatto a dimostrare la veridicità di quelle informazioni ?
"Siamo andati alla ricerca delle vittime di questo sistema, ma le storie non bastavano a dimostrare certi fatti e visto che non potevamo certo bussare alla porta della Merck (produttrice del Vioxx, ndr) o della Pfizer e dirgli che i loro informatori scientifici vanno dai medici e offrono loro dei premi, siamo riusciti ad infiltrarci in alcuni congressi medici ed abbiamo rubato le immagini che testimoniano l'avvicinamento dei medici da parte di questi informatori scientifici. Non abbiamo reso noto i nomi, così come non abbiamo pubblicato tutte le immagini acquisite perché il nostro obiettivo non è quello di colpire i singoli piuttosto esporre il sistema corrotto. Qui ci troviamo di fronte a reati di corruzione e concussione".

Qual è il giro di affari che ruota intorno all'industria farmaceutica ?
"L'industria farmaceutica è la seconda al mondo dopo quella delle armi, si parla di miliardi di dollari".
Il titolo che avete scelto, dopo aver guardato il documentario, più che essere rassicurante "We'll take care of you", lascia letteralmente di ghiaccio...

"Sì, e pensiamo alla promozione televisiva con la quale l'industria farmaceutica bombarda gli utenti, è una cosa che non esiste perché i consumatori non sono medici e non possono decidere da soli che tipo di farmaco prendere e d'altro canto gli stessi medici sono "corrotti" e prescrivono un determinato medicinale incondizionatamente. C'è, inoltre, la questione dei trials, che fanno direttamente le case farmaceutiche visti gli altri costi che comportano e hanno il diritto di rendere noti quelli che vogliono loro. Ad esempio, se su mille pazienti tre hanno avuto un attacco cardiaco, le aziende farmaceutiche non lo dicono, pubblicano, quindi, solo dati parziali".

Veniamo alle responsabilità politiche in questo gioco delle parti.
"Per ogni congressman ci sono due lobbyist farmaceutici che hanno il compito di convincerli a fare leggi a loro favore. Sono lì a tempo pieno a Washington e visto che i politici hanno bisogno di soldi per sostenere le loro campagne, sono finanziati anche dalle aziende produttrici di farmaci, è come dire che la democrazia americana è "for sale"".

Nel documentario si parla di altri due farmaci "Premarin" per il trattamento della menopausa e "Zolofot", un antidepressivo usato per i bambini e che ha avuto conseguenze purtroppo tragiche.

"Per raccogliere le nostre storie abbiamo viaggiato l'America in lungo e in largo ed abbiamo raccolto la testimonianza di due genitori che hanno perso una figlia adolescente. Questa ragazza non ha dato problemi fino a 16 anni, poi è andata "in crisi", o meglio stava attraversando quel periodo caratteristico dell'adolescenza. La famiglia si è rivolta al medico della scuola che ha prescritto alla ragazza questo antidepressivo pesantissimo.
Dopo tre giorni la giovane ha cominciato a dare segni di squilibrio e alla fine i genitori l'hanno trovata impiccata nel garage di casa. Dalla nostra indagine è venuto fuori un dato inquietante, ossia gran parte degli studenti americani viene messa sotto qualche tipo di farmaco psicotropico, i più diffusi sono quelli per curare l'ADHD e la depressione adolescenziale. E riguardo alla famiglia della ragazza suicida, solo dopo un anno di battaglie sono riusciti a far sì che la casa farmaceutica inserisse nel prodotto una "black-box" dove si diceva che tra gli effetti indesiderati poteva causare il suicidio".

Qual è l'intreccio dietro FDA e case farmaceutiche ?
"È sufficiente dire che la maggior parte dei salari degli impiegati della FDA vengono pagati dall'industria farmaceutica. Si potrebbe tranquillamente chiedere ad un dipendente FDA "Ma tu per chi lavori?". Ancora più perversa è quella che si potrebbe definire politica della "revolving door", ossia si entra in FDA, quindi con un stipendio modesto, e si finisce a lavorare per le case farmaceutiche con stipendi profumati. È come un'equazione matematica: gli scienziati della FDA che devono mettere il timbro per autorizzare la messa in commercio del farmaco, e se si comportano bene finiscono la loro carriera altrove e con salari altissimi. Aggiungo che l'FDA quando deve decidere se un farmaco può rimanere in commercio o meno, si appoggia ad un comitato di medici esperti, purtroppo si è scoperto che il 75% di questi medici ha intrecci con le case farmaceutiche".

Tra qualche giorno uscirà nelle sale il film di Micheal Moore "Sicko", ci sono delle analogie con i contenuti del vostro documentario ?

"Non direi perché Moore non ha detto una parola sulle case farmaceutiche. Lui se l'è presa con il sistema delle assicurazioni ma non si è voluto esporre oltre, non è andato contro l'industria dei farmaci".

"We'll Take Care of You" è stato selezionato e premiato anche da altri festival, Flint, Long Island International Film Expo, Diy Los Angeles, Everglades, Sud Africa, Declaration of Independence, GB, DeReel, Australia ed è stato interamente autoprodotto da Baudo e Firmian.

"È stato un servizio che abbiamo voluto fare per la società" - ha commentato Baudo, purtroppo aggiungiamo noi, nonostante le denunce "nessuno andrà in prigione" come si dice nel documentario e le case farmaceutiche continueranno a "prendersi cura di noi" alla loro maniera.
Tratto da. : http://www.oggi7.info/2007/08/31/147-il-profitto-costo-della-salute

Dott. Claudio Cingolani

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